Frequenza di rimbalzo: cos'è, come si calcola e come si migliora?

La frequenza di rimbalzo è un indicatore di performance del sito web di cui si parla spesso, ma che genera ancora confusione. Si tratta di un argomento che solleva una serie di domande: qual è una buona frequenza di rimbalzo? Come si calcola? Come si migliora? Scopriamolo assieme.

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INDICE

1. Cos'è la frequenza di rimbalzo?
2. Perché analizzare la frequenza di rimbalzo?
3. Come calcolare la frequenza di rimbalzo
4. Cifre chiave sulla frequenza di rimbalzo
5. Come migliorare la frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo, o bounce rate, si riferisce alla percentuale di visitatori che abbandonano un sito dopo aver visualizzato una sola pagina senza cliccare da nessuna parte.

Ad esempio, una frequenza di rimbalzo del 50% significa che un visitatore su due abbandona il sito senza guardare altre pagine.

💡 Attenzione a non confondere la frequenza di rimbalzo con la percentuale di uscita: la prima si riferisce ai visitatori che hanno visualizzato una sola pagina del sito, la seconda invece rappresenta il numero di volte in cui una pagina è stata l'ultima in una sessione.

In particolare, la percentuale di uscita non tiene conto del numero di pagine visitate dal visitatore prima di abbandonare il sito.

Per migliorare la frequenza di rimbalzo, è necessario fare in modo che gli utenti visitino altre pagine del sito. Di seguito vedremo come.

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Perché analizzare la frequenza di rimbalzo?

Questo indicatore fornisce molte informazioni sulle prestazioni del tuo sito. Aiuta a capire il comportamento dei tuoi potenziali clienti e l'attrattiva delle tue pagine.

L'analisi della frequenza di rimbalzo porta in superfice l'efficacia del proprio sito, come il livello di usabilità, la velocità di caricamento delle pagine, l'UX, la rilevanza dei contenuti, l'efficacia delle CTA, ecc.

In altre parole, permette di identificare i fattori che causano l'abbandono rapido della sessione da parte degli utenti e di correggerli.

A tal fine, è possibile osservare la frequenza di rimbalzo in generale, per pagina, per tipo di dispositivo e persino per area geografica.

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Come calcolare la frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo viene calcolata dividendo il numero di visitatori che hanno visualizzato solo una pagina per il numero totale di visite al sito. Bisogna moltiplicare quindi il risultato per 100 per ottenere una percentuale.

Ad esempio, se su 1000 visite il sito registra 520 sessioni in cui viene visualizzata una sola pagina, la frequenza di rimbalzo è (520/1000) x 100 = 52%.

A seconda del livello di analisi desiderato, è possibile applicare questa formula all'intero sito o a una pagina, per un determinato periodo.

Tuttavia, non è necessario eseguire questo calcolo manualmente. Con pochi clic, è possibile trovare queste informazioni in Google Analytics. Hai diverse possibilità:

  1. È possibile visualizzare la frequenza di rimbalzo totale andando su Pubblico > Panoramica.

  2. Per osservarla in base al dispositivo usato dagli utenti vai su Pubblico, e poi su Dispositivo mobile > Panoramica.

  3. Puoi scoprire la frequenza di rimbalzo per le singole pagine su Pubblico > Comportamento > Nuovi vs Di ritorno.

  4. La frequenza di rimbalzo per area geografica si trova su Pubblico > Dati geografici > Località.

In generale, un'elevata frequenza di rimbalzo viene interpretata come un segnale negativo. Per questo motivo i webmaster e gli e-Commerce cercano di tenere basso questo indicatore. Tuttavia, questa è ben lontana dall'essere una verità assoluta.

In effetti, non esiste una regola precisa per qualificare una frequenza di rimbalzo come buona o cattiva. Dipende da diversi parametri.

Per capire meglio, vediamo cosa riportano gli studi.

Cifre chiave sulla frequenza di rimbalzo

In media, la frequenza di rimbalzo negli e-Commerce si aggira intorno al 54,5%. In altre parole, nella maggior parte dei casi, una persona su due non consulta più di una pagina dei siti che visita.

Tuttavia, gli studi sulla frequenza di rimbalzo hanno dimostrato che questo indicatore varia notevolmente a seconda del tipo di sito, del settore analizzato, del tipo di dispositivo utilizzato dagli utenti e dell'origine del traffico.

Le differenze tra le frequenze di rimbalzo di un blog, di un negozio online e di un'enciclopedia online possono essere notevoli. Allo stesso modo, la frequenza di rimbalzo di una pagina di prodotto può essere molto diversa da quella di una pagina web.

Uno studio rivela che la frequenza di rimbalzo è più alta tra gli utenti di dispositivi mobili (49%) che tra quelli di computer (45%).

Secondo SEMrush, una ottima frequenza di rimbalzo è compresa tra il 26% e il 40%. Tra il 41% e il 55%, è buona. La media generale è compresa tra il 56% e il 70%. Oltre il 70%, la frequenza di rimbalzo è considerata problematica.

Naturalmente, non si tratta di valori universali. Si tratta semplicemente di parametri di riferimento per aiutarti a collocare il tuo sito rispetto alla media.

In effetti, la sola frequenza di rimbalzo non consente di misurare le prestazioni di un sito. L'interpretazione di questo indicatore deve tenere conto di diversi fattori, tra cui la natura del sito e l'obiettivo di ogni pagina.

Chiaramente, un'elevata frequenza di rimbalzo non è necessariamente un segnale negativo. La cosa più importante è sapere se le aspettative dei visitatori sono state soddisfatte, se il sito ha raggiunto il suo obiettivo. La cosa più importante è soddisfare le esigenze dei visitatori.

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Come migliorare la frequenza di rimbalzo

Prima di cercare di ridurre la frequenza di rimbalzo, è necessario capire perché è elevata. A tal fine, sono necessari alcuni controlli.

1. Attenzione alle trappole dei click

Questa frase si applica ai titoli e meta description fuorvianti. Infatti, questi due elementi vengono visualizzati nei risultati di Google e servono a fornire agli utenti una visione d'insieme del contenuto di una delle tue pagine. In questo modo possono giudicare se il sito soddisfa o meno le loro aspettative.

È consigliabile ottimizzarli per invitare gli utenti a cliccarvi sopra, ma bisogna fare attenzione a non esagerare creando delle aspettative che non verranno rispettate. In caso contrario, il tuo sito attirerà sì visitatori, ma questi se ne andranno velocemente causando un alto bounce rate.

2. Collegamenti interni

I visitatori possono spostarsi facilmente da una pagina all'altra? Hanno accesso alle pagine dei prodotti dalle pagine delle categorie?

Devi sapere che gli utenti vogliono avere una risposta il prima possibile e senza complicazioni. Se la navigazione nel tuo sito risulta troppo impegnativa, lo abbandoneranno rapidamente.

Per questo motivo si raccomanda di ottimizzare la struttura del sito. Assicurati che la struttura consenta una navigazione scorrevole e logica.

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3. Design accattivante

Per tre persone su quattro, il design è un criterio essenziale per giudicare la serietà e la credibilità di un sito (fonte).

Se la presentazione non è professionale, i visitatori abbandoneranno rapidamente il tuo sito.

Quindi, per offrire un'esperienza piacevole all'utente, assicurati che i tuoi contenuti siano ben distanziati in modo da essere facilmente leggibili. Scegli una dimensione di carattere sufficientemente grande e utilizza immagini di qualità. Evita i colori aggressivi e l'uso eccessivo di banner pubblicitari e pop-up.

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4. Velocità di caricamento della pagina

Secondo uno studio condotto da Google, il tempo di caricamento ha un forte impatto sulla frequenza di rimbalzo di un sito.

Una lentezza da 1 a 3 secondi è sufficiente per aumentare la frequenza di rimbalzo del 32%. Questo tasso può raggiungere il 90% se il tempo di caricamento è di 5 secondi.

Ecco quindi perché aumentare la velocità di caricamento delle pagine aiuta a ridurre la frequenza di rimbalzo.

5. Mobile friendly

La stragrande maggioranza degli acquirenti utilizza oggi dispositivi mobili per navigare in internet. Il fatto che un sito non venga visualizzato correttamente su mobile può portare a un'elevata frequenza di rimbalzo.

Per ovviare a questo problema, è consigliabile assicurarsi che il proprio sito sia responsive o ottimizzato per i dispositivi mobili. Ciò significa che le pagine possono essere visualizzate correttamente su tutte le risoluzioni dello schermo.

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