SEO e Google nel 2026: cosa cambia davvero per gli e-commerce
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L'e-mail marketing continua a essere uno dei metodi di marketing più efficaci per creare relazioni, generare vendite e fidelizzare la clientela. Nonostante l'esplosione dei social e delle piattaforme di messaggistica, l'email rimane uno strumento diretto, controllabile e misurabile.
In media, solo 1 email su 4 supera la soglia dell'inbox. Con filtri sempre più sofisticati e utenti più selettivi, migliorare il tasso di apertura richiede strategia e qualità.
1. Mantieni il database pulito e aggiornato
2. Segmenta (davvero) la tua lista
3. Cura oggetto e preheader come una coppia
4. Usa la personalizzazione in modo intelligente
6. Scegli il momento giusto (e testalo)
7. Sfrutta i test A/B in modo strategico
8. Progetta sempre mobile-first
9. Rispetta privacy e normative
10. Rafforza la fiducia con le recensioni certificate
11. Usa l'intelligenza artificiale (senza perdere il tocco umano)
Un database sano è la base di qualsiasi strategia di email marketing efficace.
Inviare email a persone che non interagiscono da mesi (o anni) abbassa il tasso di apertura e danneggia la reputazione del mittente, aumentando il rischio di finire nello spam.
Inviare la stessa email a tutti è comodo, ma poco efficace.
La segmentazione oggi va oltre i dati demografici e include:
Più il contenuto è rilevante per chi lo riceve, più aumentano apertura e coinvolgimento. In molti e-commerce, le campagne segmentate registrano tassi di apertura sensibilmente più alti rispetto agli invii massivi.
Oggetto e preheader lavorano insieme. Nel 2026 non basta più un oggetto accattivante: servono chiarezza, coerenza e una promessa comprensibile a colpo d'occhio.
L'oggetto decide se l'email verrà aperta. Il preheader rafforza (o indebolisce) quella decisione, offrendo un contesto immediato su ciò che l'utente troverà all'interno del messaggio.
Alcuni studi mostrano come anche la lunghezza dell'oggetto possa influenzare il tasso di apertura. In generale, oggetti troppo lunghi tendono a perdere efficacia, soprattutto su mobile. Questi dati vanno sempre letti come indicazioni di massima e testati sul proprio pubblico, ma aiutano a definire buone pratiche di partenza.
Alcune best practice da tenere a mente:
💡 Attenzione anche all'uso di parole tipicamente associate allo spam e all'eccesso di maiuscole o punteggiatura.
Fonte: Invesp Conversion Optimization
Il preheader dovrebbe completare l'oggetto, non ripeterlo. Se usato bene, aiuta a capire subito perché vale la pena aprire l'email.
Errori ortografici e grammaticali non solo compromettono la percezione di professionalità, ma possono incidere anche sulla deliverability. Prima dell'invio, vale sempre la pena rileggere (o far rileggere) oggetto e preheader.
Quando scrivi un oggetto, chiediti:
Se l'oggetto non convince, anche il miglior contenuto rischia di non essere mai letto.
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Inserire il nome del destinatario è solo il primo livello di personalizzazione. Oggi gli utenti si aspettano comunicazioni rilevanti, non semplicemente "personalizzate".
Le email possono essere adattate, ad esempio, in base a:
Più il contenuto riflette comportamenti e interessi reali, più l'email viene percepita come utile e quindi aperta.
Un'email che richiama ciò che l'utente ha già fatto, come un prodotto visualizzato di recente o una categoria visitata più volte, risulta immediatamente più credibile rispetto a una comunicazione generica, anche se ben scritta.
Il mittente è uno dei primi elementi valutati dall'utente, insieme all'oggetto. Un nome riconoscibile contribuisce a creare fiducia e riduce la distanza tra brand e destinatario.
In molti casi, è preferibile evitare indirizzi generici e optare per:
Il nome di una persona reale
Il nome dell'azienda
una combinazione tra nome e brand.
Anche in questo caso, la coerenza è fondamentale: il mittente deve rispecchiare il tono e il tipo di relazione che vuoi costruire con chi riceve l'email.
Il mittente influisce in modo diretto sulla fiducia e sulla decisione di aprire un'email. E' uno dei primi elementi che l'utente valuta, insieme all'oggetto.
Per questo è consigliabile evitare indirizzi generici e scegliere un mittente riconoscibile, che richiami una persona reale o il brand in modo coerente. Un nome chiaro e umano riduce la distanza e rende il messaggio immediatamente più credibile.
In molti casi, il semplice passaggio da un mittente impersonale a uno più riconoscibile porta miglioramenti misurabili già dalle prime campagne, perché l'email viene percepita come parte di una relazione e non come una comunicazione automatica.
La regola resta sempre la stessa: il mittente deve riflettere il tono e il tipo di rapporto che vuoi costruire con chi riceve l'email.
Nell'email marketing il quando conta quanto il cosa. Anche un'email ben scritta rischia di passare inosservata se arriva nel momento sbagliato.
Alcune analisi mostrano che, in molti contesti, i giorni feriali e le fasce mattutine tendono a registrare tassi di apertura più alti. Tuttavia, questi dati vanno sempre letti con cautela: non esiste un orario ideale valido per tutti.
La scelta migliore dipende dal tuo pubblico e dalle sue abitudini. Per questo è fondamentale osservare e testare:
Un buon esercizio è chiedersi che aspetto ha la giornata tipica del tuo cliente. In questo modo eviterai invii in momenti poco favorevoli, come le ore serali o le fasce più frenetiche della giornata.
Il timing efficace non nasce da regole fisse, ma da test continui e da una conoscenza reale del proprio pubblico.
Il test A/B non serve per semplice curiosità, ma per prendere decisioni basate sui dati e migliorare nel tempo le performance delle tue email.
Per ottenere risultati utili, è importante testare una variabile alla volta, ad esempio:
Anche piccole variazioni possono generare differenze significative nel lungo periodo, soprattutto se i test vengono condotti in modo continuativo e su volumi sufficienti.
I test A/B aiutano a comprendere cosa funziona davvero per il tuo pubblico evitando scelte basate su intuizioni o best practice generiche. E' questo approccio che consente di costruire strategie di email marketing più solide e coerenti nel tempo.
Oggi la maggior parte delle email viene aperta da smartphone. Questo significa che il primo contatto con il tuo messaggio avviene quasi sempre su uno schermo piccolo, in contesti di attenzione limitata.
Per questo è fondamentale progettare le email con un approccio mobile-first, assicurandosi che:
Se un'email è difficile da leggere o da navigare su mobile, difficilmente verrà aperta (o letta) fino in fondo. Un'esperienza fluida, invece, aumenta le probabilità di apertura e di interazione, soprattutto nelle fasi iniziali del customer journey.
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La conformità legale non è solo un obbligo, ma un elemento centrale della fiducia. Nel contesto attuale, gli utenti prestano sempre più attenzione a come vengono gestiti i loro dati e a chi li contatta.
E' importante che ogni email sia chiara e trasparente, indicando in modo riconoscibile il mittente, i dati aziendali e offrendo sempre la possibilità di disiscriversi in modo semplice. Allo stesso modo, la gestione dei dati dovrebbe essere coerente con i principi del GDPR e comunicata in modo comprensibile.
Un utente che percepisce correttezza e trasparenza è più propenso ad aprire le email e a interagire con il brand nel tempo. La fiducia, anche nell'email marketing, si costruisce con continuità.
Nel contesto attuale , la fiducia è uno dei principali driver di apertura delle email. Prima ancora di leggere il contenuto, gli utenti valutano se il mittente e il messaggio meritano attenzione.
Integrare recensioni certificate Trusted Shops nelle campagne di email marketing aiuta a rafforzare la credibilità del brand già dall'inbox, riducendo le esitazioni e creando continuità tra comunicazione email ed esperienza sul sito.
Le recensioni possono essere valorizzate in diversi momenti del percorso:
La riprova sociale certificata aiuta l'utente a riconoscere subito il valore del messaggio ricevuto. Mostrare valutazioni reali e verificate contribuisce a ridurre la diffidenza tipica delle inbox affollate e a costruire fiducia nel tempo.
Nel 2026 l'intelligenza artificiale è diventata un alleato strategico anche nell'email marketing. Sempre più piattaforme la utilizzano per analizzare pattern di apertura e ottimizzare le campagne in modo continuo.
In concreto, l'IA può supportarti nel:
Il punto chiave è usarla come supporto, non come sostituto. L'intelligenza artificiale funziona davvero quando rafforza una strategia già solida, senza snaturare il tono del brand.
Le email che ottengono i risultati migliori restano quelle che parlano in modo chiaro, autentico e coerente, mettendo la relazione con l'utente al centro.
Un tasso di apertura medio si aggira intorno al 25-35%, ma varia in base al settore. Per l'e-commerce la media è del 29,81%, mentre per le organizzazioni non profit può arrivare al 40%. Confronta sempre i tuoi risultati con i benchmark del tuo settore specifico.
L'oggetto ideale dovrebbe contenere 5-7 parole (circa 35-40 caratteri) per essere visualizzato completamente su mobile. Evita oggetti troppo lunghi che vengono tagliati e riducono l'efficacia del messaggio.
Almeno ogni 3-6 mesi. Rimuovi i contatti inattivi da 6+ mesi per mantenere alta la deliverability e proteggere la reputazione del mittente, evitando di finire nello spam.
Aumenta il tasso di apertura oggi non significa inviare più email, ma inviare email migliori.
Pulizia del database, segmentazione, personalizzazione, fiducia e uso intelligente dei dati (e dell'intelligenza artificiale) sono gli elementi che fanno davvero la differenza nel lungo periodo.
Misura cosa funziona, replica le best practice e continua a ottimizzare. L'email marketing resta uno dei canali più efficaci, soprattutto quando è costruito su relazioni solide e sulla fiducia.
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02/01/2026
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