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11 consigli per aumentare il tasso di apertura delle tue email

donna estrae foglio da busta

L'e-mail marketing continua a essere uno dei metodi di marketing più efficaci per creare relazioni, generare vendite e fidelizzare la clientela. Nonostante l'esplosione dei social e delle piattaforme di messaggistica, l'email rimane uno strumento diretto, controllabile e misurabile.

In media, solo 1 email su 4 supera la soglia dell'inbox. Con filtri sempre più sofisticati e utenti più selettivi, migliorare il tasso di apertura richiede strategia e qualità.

Email marketing nel 2025
Secondo alcuni studi di settore, l’email marketing resta uno dei canali con il ROI più alto nel digitale, con una media fino a 36$ per ogni 1$ investito, soprattutto per ecommerce e strategie di fidelizzazione.

Fonte: Mailchimp – Email marketing statistics
Vediamo ora nel dettaglio le 11 strategie più efficaci per aumentare il tasso di apertura delle tue email 📩

1. Mantieni il database pulito e aggiornato

Un database sano è la base di qualsiasi strategia di email marketing efficace.

  • Raccogli indirizzi solo tramite iscrizione volontaria
  • Usa sempre il double opt-in
  • Rimuovi periodicamente i contatti inattivi

Inviare email a persone che non interagiscono da mesi (o anni) abbassa il tasso di apertura e danneggia la reputazione del mittente, aumentando il rischio di finire nello spam.

2. Segmenta (davvero) la tua lista

Inviare la stessa email a tutti è comodo, ma poco efficace.

La segmentazione oggi va oltre i dati demografici e include:

  • comportamento di acquisto
  • interazioni precedenti con le email
  • pagine visitate sul sito
  • interessi dichiarati
  • fase del customer journey

Più il contenuto è rilevante per chi lo riceve, più aumentano apertura e coinvolgimento. In molti e-commerce, le campagne segmentate registrano tassi di apertura sensibilmente più alti rispetto agli invii massivi.

Open rate email per settore (dati Mailchimp):
Organizzazioni non profit: 40,04%
Educazione e formazione: 35,64%
Business e finanza: 31,35%
E-commerce: 29,81%
Media complessiva: 35,63%

Fonte: Mailchimp – Email marketing statistics

3. Cura oggetto e preheader come una coppia

Oggetto e preheader lavorano insieme. Nel 2026 non basta più un oggetto accattivante: servono chiarezza, coerenza e una promessa comprensibile a colpo d'occhio.

L'oggetto decide se l'email verrà aperta. Il preheader rafforza (o indebolisce) quella decisione, offrendo un contesto immediato su ciò che l'utente troverà all'interno del messaggio.

Alcuni studi mostrano come anche la lunghezza dell'oggetto possa influenzare il tasso di apertura. In generale, oggetti troppo lunghi tendono a perdere efficacia, soprattutto su mobile. Questi dati vanno sempre letti come indicazioni di massima e testati sul proprio pubblico, ma aiutano a definire buone pratiche di partenza.

Alcune best practice da tenere a mente:

  • mantieni l'oggetto sotto i 35-40 caratteri (che corrispondono in genere a 5-7 parole, a seconda della lingua)
  • evita promesse vaghe o approcci clickbait
  • usa un linguaggio umano e concreto
  • testa emoji solo se coerenti con il tono del brand

💡 Attenzione anche all'uso di parole tipicamente associate allo spam e all'eccesso di maiuscole o punteggiatura.

Grafico che mostra il tasso di apertura delle email in base al numero di caratteri dell’oggettoFonte: Invesp Conversion Optimization

Il preheader dovrebbe completare l'oggetto, non ripeterlo. Se usato bene, aiuta a capire subito perché vale la pena aprire l'email.

Attenzione all'ortografia

Errori ortografici e grammaticali non solo compromettono la percezione di professionalità, ma possono incidere anche sulla deliverability. Prima dell'invio, vale sempre la pena rileggere (o far rileggere) oggetto e preheader.

Quando scrivi un oggetto, chiediti:

  • cosa sto comunicando davvero?
  • qual è il beneficio per chi legge?
  • il tono è coerente con il mio brand?

Se l'oggetto non convince, anche il miglior contenuto rischia di non essere mai letto.

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4. Usa la personalizzazione in modo intelligente

Inserire il nome del destinatario è solo il primo livello di personalizzazione. Oggi gli utenti si aspettano comunicazioni rilevanti, non semplicemente "personalizzate".

Le email possono essere adattate, ad esempio, in base a:

  • prodotti visualizzati o categorie di interesse
  • storico di acquisto
  • interazioni precedenti con email o sito

Più il contenuto riflette comportamenti e interessi reali, più l'email viene percepita come utile e quindi aperta.

Un'email che richiama ciò che l'utente ha già fatto, come un prodotto visualizzato di recente o una categoria visitata più volte, risulta immediatamente più credibile rispetto a una comunicazione generica, anche se ben scritta.

Personalizza anche il mittente

Il mittente è uno dei primi elementi valutati dall'utente, insieme all'oggetto. Un nome riconoscibile contribuisce a creare fiducia e riduce la distanza tra brand e destinatario.

In molti casi, è preferibile evitare indirizzi generici e optare per:

  • Il nome di una persona reale

  • Il nome dell'azienda

  • una combinazione tra nome e brand.

Anche in questo caso, la coerenza è fondamentale: il mittente deve rispecchiare il tono e il tipo di relazione che vuoi costruire con chi riceve l'email.

5. Dai un volto al mittente

Il mittente influisce in modo diretto sulla fiducia e sulla decisione di aprire un'email. E' uno dei primi elementi che l'utente valuta, insieme all'oggetto.

Per questo è consigliabile evitare indirizzi generici e scegliere un mittente riconoscibile, che richiami una persona reale o il brand in modo coerente. Un nome chiaro e umano riduce la distanza e rende il messaggio immediatamente più credibile.

In molti casi, il semplice passaggio da un mittente impersonale a uno più riconoscibile porta miglioramenti misurabili già dalle prime campagne, perché l'email viene percepita come parte di una relazione e non come una comunicazione automatica.

La regola resta sempre la stessa: il mittente deve riflettere il tono e il tipo di rapporto che vuoi costruire con chi riceve l'email.

6. Scegli il momento giusto (e testalo)

Nell'email marketing il quando conta quanto il cosa. Anche un'email ben scritta rischia di passare inosservata se arriva nel momento sbagliato.

Alcune analisi mostrano che, in molti contesti, i giorni feriali e le fasce mattutine tendono a registrare tassi di apertura più alti. Tuttavia, questi dati vanno sempre letti con cautela: non esiste un orario ideale valido per tutti.

La scelta migliore dipende dal tuo pubblico e dalle sue abitudini. Per questo è fondamentale osservare e testare:

  • quando i tuoi utenti aprono più spesso le email
  • in quali giorni interagiscono di più
  • come cambiano i comportamenti in base al tipo di comunicazione

Un buon esercizio è chiedersi che aspetto ha la giornata tipica del tuo cliente. In questo modo eviterai invii in momenti poco favorevoli, come le ore serali o le fasce più frenetiche della giornata.

Il timing efficace non nasce da regole fisse, ma da test continui e da una conoscenza reale del proprio pubblico.

7. Sfrutta i test A/B in modo strategico

Il test A/B non serve per semplice curiosità, ma per prendere decisioni basate sui dati e migliorare nel tempo le performance delle tue email.

Per ottenere risultati utili, è importante testare una variabile alla volta, ad esempio:

  • oggetto
  • preheader
  • mittente
  • orario di invio

Anche piccole variazioni possono generare differenze significative nel lungo periodo, soprattutto se i test vengono condotti in modo continuativo e su volumi sufficienti.

I test A/B aiutano a comprendere cosa funziona davvero per il tuo pubblico evitando scelte basate su intuizioni o best practice generiche. E' questo approccio che consente di costruire strategie di email marketing più solide e coerenti nel tempo.

Segmentazione e coinvolgimento
Secondo i dati di settore di Klaviyo, le email basate su comportamenti reali degli utenti e su una segmentazione efficace registrano performance migliori rispetto agli invii generici, sia in termini di apertura che di coinvolgimento.

In particolare, le campagne email mostrano un click rate medio dell’1,29% (top 10%: 4,74%), mentre i flussi automatizzati raggiungono in media il 4,67% (top 10% fino a 12,21%).

Fonte: Klaviyo – Email marketing benchmarks & insights
📖 Lettura consigliata: A/B test, cos’è e come funziona

8. Progetta sempre mobile-first

Oggi la maggior parte delle email viene aperta da smartphone. Questo significa che il primo contatto con il tuo messaggio avviene quasi sempre su uno schermo piccolo, in contesti di attenzione limitata.

Per questo è fondamentale progettare le email con un approccio mobile-first, assicurandosi che:

  • il layout sia responsive
  • il testo sia leggibile senza bisogno di zoom
  • i pulsanti siano facilmente cliccabili
  • il design funzioni correttamente anche in modalità scura o dark mode

Se un'email è difficile da leggere o da navigare su mobile, difficilmente verrà aperta (o letta) fino in fondo. Un'esperienza fluida, invece, aumenta le probabilità di apertura e di interazione, soprattutto nelle fasi iniziali del customer journey.

📱 Una quota significativa delle email viene aperta da smartphone. Questo rende l’ottimizzazione mobile-first un requisito essenziale per garantire leggibilità, apertura e interazione.

Fonte: Mailchimp – Email marketing benchmarks

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9. Rispetta privacy e normative

La conformità legale non è solo un obbligo, ma un elemento centrale della fiducia. Nel contesto attuale, gli utenti prestano sempre più attenzione a come vengono gestiti i loro dati e a chi li contatta. 

E' importante che ogni email sia chiara e trasparente, indicando in modo riconoscibile il mittente, i dati aziendali e offrendo sempre la possibilità di disiscriversi in modo semplice. Allo stesso modo, la gestione dei dati dovrebbe essere coerente con i principi del GDPR e comunicata in modo comprensibile.

Un utente che percepisce correttezza e trasparenza è più propenso ad aprire le email e a interagire con il brand nel tempo. La fiducia, anche nell'email marketing, si costruisce con continuità.

10. Rafforza la fiducia con le recensioni certificate

Nel contesto attuale , la fiducia è uno dei principali driver di apertura delle email. Prima ancora di leggere il contenuto, gli utenti valutano se il mittente e il messaggio meritano attenzione.

Integrare recensioni certificate Trusted Shops nelle campagne di email marketing aiuta a rafforzare la credibilità del brand già dall'inbox, riducendo le esitazioni e creando continuità tra comunicazione email ed esperienza sul sito.

Le recensioni possono essere valorizzate in diversi momenti del percorso:

  • nell'oggetto o nel preheader (es. "Valutato ★★★★☆ da oltre 10.000 clienti")
  • all'interno del contenuto, come riprova sociale
  • nelle email post-acquisto, per rafforzare la relazione nel lungo periodo

La riprova sociale certificata aiuta l'utente a riconoscere subito il valore del messaggio ricevuto. Mostrare valutazioni reali e verificate contribuisce a ridurre la diffidenza tipica delle inbox affollate e a costruire fiducia nel tempo.

 

11. Usa l'intelligenza artificiale (senza perdere il tocco umano)

Nel 2026 l'intelligenza artificiale è diventata un alleato strategico anche nell'email marketing. Sempre più piattaforme la utilizzano per analizzare pattern di apertura e ottimizzare le campagne in modo continuo.

In concreto, l'IA può supportarti nel:

  • individuare i momenti più efficaci per l'invio
  • suggerire oggetti con maggiore probabilità di apertura
  • personalizzare i contenuti in base al comportamento degli utenti 
  • identificare i segmenti con il potenziale più alto

Il punto chiave è usarla come supporto, non come sostituto. L'intelligenza artificiale funziona davvero quando rafforza una strategia già solida, senza snaturare il tono del brand.

Le email che ottengono i risultati migliori restano quelle che parlano in modo chiaro, autentico e coerente, mettendo la relazione con l'utente al centro.

FAQ - Domande Frequenti

Qual è un buon tasso di apertura per le email?

Un tasso di apertura medio si aggira intorno al 25-35%, ma varia in base al settore. Per l'e-commerce la media è del 29,81%, mentre per le organizzazioni non profit può arrivare al 40%. Confronta sempre i tuoi risultati con i benchmark del tuo settore specifico.

Quante parole dovrebbe avere l'oggetto di una email?

L'oggetto ideale dovrebbe contenere 5-7 parole (circa 35-40 caratteri) per essere visualizzato completamente su mobile. Evita oggetti troppo lunghi che vengono tagliati e riducono l'efficacia del messaggio.

Ogni quanto dovrei pulire il mio database email?

Almeno ogni 3-6 mesi. Rimuovi i contatti inattivi da 6+ mesi per mantenere alta la deliverability e proteggere la reputazione del mittente, evitando di finire nello spam.

Conclusione: meno email, più rilevanza

Aumenta il tasso di apertura oggi non significa inviare più email, ma inviare email migliori.

Pulizia del database, segmentazione, personalizzazione, fiducia e uso intelligente dei dati (e dell'intelligenza artificiale) sono gli elementi che fanno davvero la differenza nel lungo periodo.

Misura cosa funziona, replica le best practice e continua a ottimizzare. L'email marketing resta uno dei canali più efficaci, soprattutto quando è costruito su relazioni solide e sulla fiducia. 

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02/01/2026
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