Black Hat SEO: 12 tecniche vietate da evitare

Ottenere un ottimo posizionamento sui motori di ricerca con dei trucchi sporchi? Se cerchi scorciatoie con la Black Hat SEO fai attenzione, perché il prezzo da pagare può essere caro. Scopri in questo articolo 12 tecniche SEO da evitare.

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Apparire fra i primi risultati di Google è l'obiettivo di molti, ma cercare scorciatoie e soluzioni rapide per raggiungere questo obiettivo è altamente sconsigliato.

In questo articolo ti mostreremo quali tecniche SEO dovrai assolutamente evitare per non ricevere una penalità algoritmica sui motori di ricerca. Tutte queste tecniche rientrano nel termine ombrello del Black Hat SEO (SEO dal cappello nero).

INDICE

Cosa significa Black Hat SEO?

Quali sono le tecniche Black Hat SEO da evitare

    1. Keyword stuffing
    2. Contenuti duplicati
    3. Contenuti generati automaticamente
    4. Testi nascosti
    5. Cloaking
    6. Spam nei commenti
    7. Pagine doorway
    8. Abuso di dati strutturati e rich snippet
    9. Manipolazione dei link e link a pagamento
    10. SEO negativa
    11. Link farm
    12. Comandi di reindirizzamento non ammessi

Come ottenere un buon posizionamento senza la Black Hat SEO

1. Cosa significa Black Hat SEO?

La Black Hat SEO è un insieme di strategie scorrette e vietate che mirano a fare ottenere a una pagina un ranking più alto nei risultati di ricerca.

In altre parole si tratta di azioni che vanno a scontrarsi contro le linee guida dei motori di ricerca e che devono essere evitate.

🔎 Curiosità: la Black Hat SEO deve il suo nome ai vecchi film western, dove il cattivo indossava un cappello nero, ed è in diretta opposizione a quella che viene definita la White Hat SEO, che rappresenta l'ottimizzazione dei motori di ricerca svolta in maniera legale ed corretta.

Come ormai avrai capito, questo tipo di SEO viene utilizzata per fare ottenere al proprio sito un posizionamento migliore nei risultati di ricerca tramite delle tecniche scorrette. Queste tattiche tentano di imbrogliare l'algoritmo di Google facendogli credere che il loro contenuto sia il migliore per la query di ricerca degli utenti su internet.

Lo scopo principale dei motori di ricerca è quello di offrire la migliore esperienza possibile ai suoi utenti. Per questo motivo sono sempre attenti alla qualità dei siti:

"Fin dall'introduzione dei motori di ricerca esistono persone che, con l'inganno, fanno di tutto per conquistare il primo posto nella pagina dei risultati. Questa situazione va a discapito non solo degli utenti che eseguono le ricerche, perché le pagine più pertinenti vengono sepolte sotto risultati irrilevanti, ma anche dei siti web legittimi, perché è più difficile trovarli."
(Dalla Guida di Search Console di Google)

Sembra scontato dirlo, ma se il motore di ricerca scopre (ad esempio tramite un aggiornamento dell'algoritmo o un'azione manuale) che stai ricorrendo ad una delle tecniche di Black Hat SEO, le conseguenze saranno care:

  • il tuo ranking calerà e, di conseguenza, lo farà anche il tuo traffico organico

  • il tuo sito potrebbe essere completamente rimosso dall'indice di Google e non venire più visualizzato nei risultati di ricerca.

Quali sono le tecniche Black Hat SEO da evitare

Forse ancora non sei molto familiare con la SEO e non sei sicuro di quali tecniche potresti usare, o forse sei alla ricerca di nuove strategie che ti permettono di dare una spinta alla visibilità del tuo sito. In ogni caso, di seguito abbiamo riportato 12 tecniche di Black Hat SEO da cui stare alla larga.

1. Keyword stuffing

La tecnica di Black Hat SEO più conosciuta è il keyword stuffing (imbottitura di parole chiave in italiano), ovvero il ripetere una o più parole chiave molteplici volte all'interno di un testo.

Chi fa keyword stuffing spera di ottenere un ranking più alto anche a costo di far sembrare il suo testo innaturale. Il seguente esempio è preso da una barzelletta famosa tra gli esperti di SEO:

A SEO copywriter walks into a bar, grill, pub, public house, Irish, bartender, drinks, beer, wine, liquor...
(Fonte)

L'obiettivo di chi usa keyword stuffing è quello di apparire fra i risultati di ricerca organica per diverse parole chiave. Tuttavia, se queste sono irrilevanti o fuorvianti, ne risulta che l'esperienza degli utenti non sarà di qualità.

L'algoritmo di Google trova le pagine che sfruttano questa tecnica in modo piuttosto semplice.

💡 Ricorda che i tuoi testi devono essere scritti per le persone, non per i motori di ricerca.

2. Contenuti duplicati

Il plagio, che consiste nel pubblicare dei contenuti duplicati, è una tecnica che Google stesso sconsiglia.

Appropriarsi di contenuti scritti da altre persone non è solo scorretto, ma è anche controproducente e costituisce una perdita di tempo: quando i motori di ricerca scansionano le pagine del tuo sito, ogni contenuto duplicato trovato verrà ignorato e porterà ad un abbassamento del ranking.

Se vuoi usare dei contenuti originali su diverse pagine del tuo sito, sui social media, ecc, ricorda di segnare la pagina come "noindex" o il link come "nofollow". In ogni caso, per evitare qualsiasi tipo di problemi cerca sempre di scrivere dei testi unici.

📣 Lettura consigliata: Cannibalizzazione dei contenuti, cos'è e come si evita?

3. Contenuti generati automaticamente

Avere un blog e postare regolarmente nuovi articoli invia un segnale positivo a Google e aiuta a migliorare il traffico verso il proprio sito.

Tuttavia, curare un blog richiede tempo e dedizione costante. Per questo motivo, alcuni si affidano a dei "blogging robot", dei tool che generano, aggiornano e postano nuovi contenuti in modo automatico.

Anche se può sembrare una soluzione conveniente e l'intelligenza artificiale continua a fare passi da gigante, bisogna tenere che l'user experience non sarà mai eccellente. Il testo apparirà meccanico, non scorrevole, come se lo avesse scritto una persona non madrelingua o, appunto, un robot.

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4. Testi nascosti

Un testo nascosto si ha quando la dimensione del font è pari a zero o quando il testo di una parola è dello stesso colore dello sfondo della pagina.

Sebbene questa tecnica, a differenza dello keyword stuffing, non va necessariamente a influire negativamente sulla esperienza dell'utente, rappresenta ancora una pratica vietata. Questo perché i motori di ricerca sanno che, come abbiamo già anticipato, una pagina con dei testi nascosti non risponderà alla query degli utenti.

5. Cloaking

Con la tecnica del cloaking vengono mostrati due contenuti diversi rispettivamente ai visitatori del sito e al motore di ricerca. Il cloaking è cerca di fuorviare l'algoritmo di Google affinché una pagine possa essere mostrata ali utenti per parole chiave che non il testo, effettivamente, non contiene.

Alcune pagine usano il cloaking per inserire link spammosi, malware o comandi di reindirizzamento non ammessi.

6. Spam nei commenti

Spesso, nella sezione dedicata di blog, forum o pagine simili, è possibile trovare dei commenti che contengono un link verso un'altra pagina. Questa tecnica è usata per guadagnare un gran numero di backlink in modo facile e veloce.

Di per sé non si tratta necessariamente di una tecnica scorretta: se il tuo commento e/o link porta un valore aggiunto al lettore, è una strategia che puoi attuare con parsimonia e attenzione. Tuttavia, se il link è irrilevante si rischia la penalizzazione per spam.

🔗 Lettura consigliata: 5 metodi per ottenere backlink verso il tuo e-Commerce

7. Pagine doorway

Le pagine doorway, note anche come Gateway o Bridge pages, sono progettate come mezzo per reindirizzare i visitatori verso altre pagine.

Si tratta di una pagina relativa ad una query specifica create per essere posizionata in alto nei risultati di ricerca. Quando gli utenti cliccano su di essa, tuttavia, vengono rinviati ad un'altra pagina. In altre parole, una doorway aiuta a dirigere il traffico verso una pagina ma non offre alcun valore all'utente.

8. Abuso di dati strutturati e rich snippet

I rich snippet sono elementi aggiuntivi che vengono mostrati nei risultati di ricerca al fine di rendere una pagina più attraente da cliccare rispetto alle altre. Ad esempio si possono trovare gli orari di apertura di un negozio, il numero di telefono o le stelle di recensione:

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I dati strutturati sono il mezzo che ti permette di cambiare il modo in cui il tuo contenuto viene visualizzato.

La Black Hat SEO comporta la fornitura di informazioni imprecise nei dati strutturati per ingannare i motori di ricerca e gli utenti. Per esempio, qualcuno che pratica il Black Hat SEO potrebbe assegnarsi cinque stelle da un falso sito di recensioni e aggiungere dati strutturati in modo da risaltare nelle pagine dei risultati di ricerca. Questa è una pratica molto rischiosa in quanto i motori di ricerca come Google incoraggiano gli utenti a segnalare i siti web che abusano dei dati strutturati.

Come ottenere stelle e recensioni su Google

9. Manipolazione dei link e link a pagamento

Ricevere dei backlink da pagine autorevoli e, possibilmente, con una buona autorità di dominio può davvero migliorare la SEO del tuo sito. Tuttavia, se questi link provengono sono stati acquistati o creati per manipolare il proprio ranking stai violando le istruzioni per i webmaster di Google.

Questa tecnica di Black Hat SEO potrebbe sortire l'effetto contrario e paralizzare completamente la visibilità del tuo sito web.

Alcuni esempi che identifica Google sono:

  • lo scambio di denaro, di beni o servizi per ottenere dei backlink

  • i link creati in collaborazione con altri siti al solo fine di ottenere dei link verso il proprio sito ("Collegati a me e io mi collego a te")

  • programmi o servizi che creano automaticamente link verso il proprio sito

10. SEO negativa

Contrariamente alle altre, questa tecnica di Black Hat SEO non mira a migliorare il proprio ranking, bensì a peggiorare quello dei concorrenti.

Uno dei metodi per ottenere questo scopo è quello di lasciare delle recensioni negative sulle piattaforme aperte, o ancora facendo puntare dei link innaturali verso il sito di qualcuno.

Per evitare che il tuo sito sia affetto dalla SEO negativa, tieni sempre d'occhio i tuoi backlink con dei tool appositi, come ad esempio il Backlink Checker di ahrefs.

Inoltre, assicurati di avere pieno controllo sulle tue recensioni online.

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11. Link farm

Le link farm (fabbriche di link) sono pagine o siti interi con un numero di link elevato e spesso del tutto prive di contenuti o che non forniscono nessun valore aggiunto all'utente.

Il loro scopo si limita quindi esclusivamente alla costruzione di link che mirano ad elevare il ranking di una pagina per una parola chiave specifica.

12. Comandi di reindirizzamento non ammessi

Di per sé un reindirizzamento non è una tecnica SEO scorretta, anzi, a volte è necessario (ad esempio quando si sposta il sito verso un nuovo indirizzo), ma alcuni reindirizzamenti possono essere "fuorvianti".

Questo tipo di reindirizzamenti mirano infatti a fare indicizzare un determinato contenuto ai motori di ricerca ma indirizzano poi gli utenti verso un altro URL dal contenuto diverso.

Analogamente al cloaking, gli utenti vedranno quindi contenuti diversi da quelli che il crawler di Google ha scansionato e potrebbero cadere vittime di spam o altri contenuti pericolosi.

🕷️ Lettura consigliata: Crawl budget, cos'è e come aumentarlo per migliorare il ranking

Come ottenere un buon posizionamento senza la Black Hat SEO

Anche se le tecniche di Black Hat SEO possono sembrare una soluzione ideale per ottenere un buon ranking in poco tempo, i risultati sono spesso effimeri.

Inoltre, nel caso in cui Google ti scopra, il tuo sito riceverà una penalità che ostacolerà per molto tempo tutto il tuo lavoro futuro. Piuttosto, è consigliabile investire il tuo tempo cercando di ottimizzare il tuo sito in maniera lecita per garantire un successo a lunga durata.

Segui sempre le istruzioni per i webmaster di Google, tieni a mente quali sono le tecniche da evitare e continua a rimanere informato sulle migliori tecniche SEO!

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