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Il nuovo “pulsante di recesso”: aspetti da tenere in considerazione

Pulsante di recesso normativa europea ecommerce

A partire dal 19 giugno 2026, il cosiddetto “pulsante di recessodiventerà obbligatorio per i venditori online all’interno dell’UE.

L’obiettivo è rendere l’esercizio del diritto di recesso tanto semplice quanto effettuare un acquisto. I venditori che operano in generale in più mercati europei, dovranno implementare i nuovi requisiti tempestivamente prestando attenzione alla normativa rilevante in ciascun mercato.

Infatti, sebbene i requisiti relativi al pulsante di recesso si basino sulle stesse direttive europee, l’attuazione nazionale e l’applicazione pratica potrebbero differire in alcuni dettagli nei vari paesi.

In particolare per quanto riguarda la lingua, la guida dell’utente e l’attività di controllo delle autorità, esistono differenze che dovrebbero essere prese in considerazione nella progettazione del processo di recesso. Coloro che conoscono queste caratteristiche specifiche possono posizionare il proprio negozio online non solo in modo conforme alla legge, ma anche in modo user-friendly e conforme al mercato.

Italia: requisiti formali e obblighi informativi

Con il Decreto Legislativo n. 209 del 31 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2026, il legislatore italiano ha attuato la Direttiva (UE) 2023/2673, introducendo modifiche al Codice del Consumo italiano in materia di contratti a distanza conclusi tramite interfacce online.

Rafforzamento degli obblighi informativi precontrattuali

Il Decreto Legislativo n. 209/2025 modifica l’articolo 49, comma 1, lettera h), del Codice del Consumo italiano prevedendo che, prima della conclusione del contratto, il professionista debba informare il consumatore non solo sulle condizioni, i termini e le modalità di esercizio del diritto di recesso, ma anche sulla possibile esistenza e ubicazione della nuova funzione online di recesso introdotta dall’articolo 54-bis.

Introduzione della funzione online di recesso (“recesso con un clic”)

Tra le principali innovazioni introdotte vi è il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo, intitolato “Esercizio del diritto di recesso dai contratti a distanza conclusi tramite un’interfaccia online”.

La disposizione stabilisce che, nel caso di contratti conclusi online, il professionista debba consentire ai consumatori di esercitare il proprio diritto di recesso attraverso una funzione digitale dedicata direttamente accessibile dal sito web o dall’interfaccia della piattaforma.

La funzione deve rispettare specifici requisiti di visibilità e accessibilità.

Il legislatore introduce pertanto un vero e proprio meccanismo di “recesso con un clic” volto a garantire che l’esercizio del diritto di recesso sia semplice, immediato e privo di ostacoli tecnici o procedurali.

⚠️ Attenzione: il mancato rispetto degli obblighi informativi relativi al diritto di recesso, oppure la mancata implementazione della funzione digitale richiesta nei casi in cui sia applicabile, può estendere il periodo entro il quale il consumatore può esercitare il diritto di recesso. Inoltre, l’azienda potrebbe essere esposta a controlli e potenziali sanzioni da parte delle autorità competenti per la tutela dei consumatori (quali AGCM, Altroconsumo, Codacons ed altri). 

Germania: Obbligo chiaro dal 2026

L’introduzione del pulsante di recesso si basa sulla Direttiva (UE) 2023/2673, che integra la Direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE). In Germania, l’attuazione avviene principalmente attraverso il nuovo paragrafo 356a del Codice Civile tedesco (BGB).

Cosa significa questo nella pratica?
• A partire dal 19 giugno 2026, le imprese devono fornire una funzione elettronica di recesso.
• Il pulsante deve essere chiaramente visibile, facilmente accessibile e permanentemente disponibile.
• La formulazione deve essere inequivocabile (ad es. “Recedi dal contratto”).
• L’esercizio del diritto di recesso deve essere semplice quanto la conclusione del contratto.

⚠️ Importante: l’obbligo si applica a tutti i contratti B2C conclusi a distanza, in particolare a negozi online, piattaforme digitali e servizi erogati online.

La rilevanza pratica è significativa: se il pulsante manca o è implementato in modo scorretto, le imprese possono essere soggette a lettere di diffida e misure di enforcement da parte delle autorità.

Francia: Attuazione rigorosa dei requisiti di tutela dei consumatori

Anche la Francia sta attuando i requisiti dell’UE sulla base della Direttiva. Le disposizioni rilevanti sono contenute nel Code de la Consommation.

Particolarità pratiche
• Molta importanza attribuita alla trasparenza e all’informazione per il consumatore
• Requisiti relativi a un linguaggio chiaro e comprensibile (anche sul pulsante stesso)
• Le autorità e i concorrenti monitorano attentamente la conformità

Per il mercato francese, una semplice traduzione è spesso insufficiente – i contenuti dovrebbero essere adattati linguisticamente e giuridicamente ai requisiti locali.

Spagna: Diritti chiari dei consumatori con un focus sulla trasparenza

Anche la Spagna sta attuando i requisiti dell’UE sulla base della Direttiva (UE) 2023/2673. La normativa principale è il Real Decreto Legislativo 1/2007 (Ley General para la Defensa de los Consumidores y Usuarios).

Particolarità pratiche
• Elevati requisiti in materia di informazioni chiare e comprensibili per i consumatori
• Forte attenzione all’accessibilità digitale
• Le autorità prestano sempre maggiore attenzione all’effettiva facilità d’uso del processo di recesso

Per i venditori, i requisiti legali sono simili a quelli per l’Italia e gli altri mercati; tuttavia, particolare attenzione dovrebbe essere prestata a una formulazione chiara in spagnolo e a una guida utente intuitiva.

Polonia: Applicazione rigorosa e comunicazione chiara

In Polonia, l’attuazione avviene tramite la Legge sui diritti dei consumatori del 30 maggio 2014 (Ustawa o prawach konsumenta).

Particolarità pratiche
Applicazione attiva da parte delle autorità e delle organizzazioni per la tutela dei consumatori
• Elevati requisiti per un linguaggio chiaro e comprensibile (polacco)
• Le violazioni possono rapidamente portare a lettere di diffida o sanzioni

Per i rivenditori, una semplice traduzione è spesso insufficiente – è essenziale una presentazione del processo di recesso adattata localmente e conforme alla legge.

Paesi Bassi: Approccio pratico con focus sulla facilità d’uso

Nei Paesi Bassi, le disposizioni rilevanti sono contenute nel Codice Civile olandese (Burgerlijk Wetboek), in particolare nel Libro 6, articoli 230o e seguenti.

Particolarità pratiche
• Forte attenzione alla facilità d’uso e alla trasparenza
• Le autorità attribuiscono importanza al fatto che il recesso sia semplice e realmente pratico
Meno formalistico, ma coerente nell’applicazione delle violazioni

Per i rivenditori, un pulsante di recesso funzionale e chiaramente visibile con una formulazione chiara in olandese è essenziale – l’effettiva usabilità rappresenta l’obiettivo principale.

Altri mercati UE: Quadro uniforme, pratiche differenti

I requisiti della Direttiva si applicano in tutta l’UE ma sono attuati a livello nazionale. Di conseguenza, possono emergere differenze nei dettagli.

I principi fondamentali sono uniformi:
• Periodo di recesso di 14 giorni
• Semplice esercizio del diritto di recesso
• Informazioni chiare per i consumatori

Esistono differenze, tra le altre cose, in:
• Enforcement normativo
• Formulazioni standard di mercato ed user experience
• Sanzioni per le violazioni

È possibile un pulsante tecnico standardizzato; tuttavia, testi, processi e guida utente dovrebbero essere verificati per ciascun Paese.

Regno Unito (UK): Regole simili, ma indipendenti

Nel Regno Unito continuano ad applicarsi normative comparabili, in particolare i Consumer Contracts Regulations 2013.

Cosa si applica qui?
Il diritto di recesso (il cosiddetto “cooling-off period”) rimane in vigore
Nessun obbligo esplicito di fornire un pulsante di recesso
• Il recesso deve comunque essere semplice e accessibile

Un pulsante di recesso non è obbligatorio per il mercato del Regno Unito ma è considerato una best practice, in particolare per garantire un’esperienza utente coerente nelle operazioni europee.

Sfide pratiche e tre raccomandazioni concrete

Le principali sfide includono il mantenimento di una struttura coerente del negozio pur tenendo conto delle peculiarità nazionali, il rispetto dei diversi requisiti in materia di lingua e trasparenza e la garanzia dell’implementazione tecnica (ad es. la disponibilità permanente del pulsante). L’UE ha stabilito uno standard particolarmente elevato in questo settore, che può fungere da parametro di riferimento per altri mercati.

Raccomandiamo di prestare particolare attenzione ai seguenti tre pilastri per l’implementazione efficace del pulsante di recesso:

  1. Implementare i requisiti UE come base
    Implementare il pulsante di recesso in conformità alla Direttiva (UE) 2023/2673 – ciò costituisce la base giuridica per tutti i mercati dell’UE.
  2. Localizzare i contenuti
    Adattare lingua, formulazioni e guida utente al Paese di destinazione – particolarmente importante, ad esempio, in Francia.
  3. Riesaminare i processi in modo olistico
    Il solo pulsante non è sufficiente: anche conferme, gestione delle scadenze e procedure interne devono essere organizzate in modo conforme alla legge.

In sintesi

Dal 19 giugno 2026, il pulsante di recesso diventerà un elemento centrale dell’e-commerce europeo. Sebbene il quadro giuridico sia armonizzato in tutta l’UE, vale la pena esaminare attentamente l’attuazione nazionale. Le imprese che agiscono tempestivamente e stabiliscono processi ben strutturati possono ridurre i rischi costruendo al contempo fiducia con i clienti.

Fate verificare i testi del vostro negozio online e le informazioni legali da uno dei nostri esperti legali specializzati in e-commerce. Un investimento una tantum può fornire una protezione a lungo termine ed evitare errori grossolani.

04/06/2026
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