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5 trend chiave dell’e-commerce nel 2026

persona trabajando con un portátil y sujetando un móvil

L'e-commerce evolve ogni anno insieme alle aspettative dei consumatori, alle tecnologie disponibili e al modo in cui i brand si relazionano con il proprio pubblico.

In vista del 2026, l'e-commerce si configura come un ecosistema sempre più tecnologico e al tempo stesso più umano e orientato all'esperienza.

Avranno successo i brand che:  

✅ utilizzeranno l'intelligenza artificiale per servire il cliente, non per manipolarlo; 
✅ offriranno esperienze d'acquisto personalizzate, coinvolgenti e sostenibili
✅ punteranno su vicinanza, trasparenza e fiducia

Per aiutarti a muoverti in questa direzione, di seguito analizziamo le tendenze e-commerce più rilevanti del 2026, spiegando cosa comportano e cosa può fare il tuo e-commerce per sfruttarle al meglio. 

  1. ChatGPT & Co. come primo punto di contatto
  2. La fiducia come fattore chiave di successo
  3. Personalizzazione guidata dall'intelligenza artificiale
  4. Social commerce & User Generated Content (UGC) 
  5. Sostenibilità e nuove normative europee

 

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1. ChatGPT & Co. come primo punto di contatto

Si prevede che la quota di ricerche effettuate tramite strumenti di intelligenza artificiale aumenterà progressivamente, man mano che queste tecnologie diventeranno più familiari e accessibili, riducendo la dipendenza dagli strumenti di ricerca tradizionali. 

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Fonte: Semrush

Allo stesso tempo, sebbene più utenti si rivolgano a ChatGPT e altri strumenti d'intelligenza artificiale per effettuare ricerche informative, i motori di ricerca tradizionali restano il canale preferito quando si tratta di cercare prodotti o brand specifici. 

Marco macari

"Stiamo passando dalla ricerca alla conversazione. L'utente non cerca più prodotti: chiede consigli. I brand che riusciranno a entrare in queste conversazioni con contenuti autentici e utili vinceranno la fiducia prima ancora del primo clic."
Marco Macari, CEO ITTWeb e Vicepresidente 4eCom

Tuttavia, uno dei principali vantaggi delle ricerche basate sull'intelligenza artificiale rispetto alle ricerche organiche tradizionali è la qualità del traffico: gli utenti che arrivano da ChatGPT sono spesso più qualificati, perché la maggior parte dei clic nasce da una conversazione approfondita.

La sfida: i brand devono imparare a creare contenuti che i modelli di intelligenza artificiale generativa possano identificare, valutare e valorizzare nelle proprie risposte.

La buona notizia è che l'ottimizzazione per i motori di risposta basati su IA (nota anche come Generative Engine Optimization - GEO) è in larga parte allineata alle best practice della SEO tradizionale, che si concentrano su:

  • rendere il sito web accessibile e facilmente scansionabile sia dai motori di ricerca sia dai motori di risposta; 
  • creare contenuti originali, autentici e utili, in grado di rispondere alle reali esigenze degli utenti; 
  • ottenere menzioni del brand o backlink da altri siti autorevoli; 
  • raccogliere recensioni di clienti reali, elemento sempre più rilevante anche per l'IA

Queste sono le strategie di ottimizzazione. Per approfondire, leggi il nostro articolo: 📖Come far apparire il tuo sito nei risultati delle IA: 13 consigli! 

Concludiamo questa sezione con una citazione di Angel Travieso, CEO dell'e-commerce Cajadecarton.

Angel Travieso

“Stiamo già testando e riscontrando concretamente che le recensioni sono un fattore determinante per comparire come suggerimenti all'interno delle conversazioni sulle diverse piattaforme di intelligenza artificiale". 
Angel Travieso, CEO Cajadecarton

2. La fiducia è la chiave del successo

Se da un lato l'intelligenza artificiale offre numerosi vantaggi, dall'altro porta con sé anche un lato oscuro: con la sua diffusione, la creazione di contenuti fraudolenti e le truffe online sono in costante aumento. 

Secondo uno studio condotto da Visa, in Italia:   

  • il 60% degli italiani dichiara di aver visto almeno un deepfake online;
  • il 45% afferma di fidarsi meno dei contenuti online, perché sempre più difficili da verificare; 
  • nel triennio 2022-2024 sono stati sottratti oltre 500 milioni di euro tramite frodi informatiche e online, con un aumento del 30% nel 2024.
La sfida: gli e-commerce devono dimostrare autenticità e una solida reputazione per conquistare la fiducia dei clienti fin dal primo contatto.

Per questo motivo, sempre più aziende in tutta Europa scelgono di entrare a far parte della Community of Trust di Trusted Shopsuno spazio (#trstd) che da 25 anni mette in relazione oltre 32.000 e-commerce affidabili con più di 45 milioni di adesioni di consumatori.

Come Trusted Shops dimostra l'autenticità degli e-commerce?

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Da un lato, attraverso un controllo di veridicità delle recensioni dei clienti raccolte tramite la piattaforma Trusted Shops. Dall'altro, assegnando agli e-commerce il Sigillo di Qualità Trusted Shops, una volta dimostrata una buona reputazione basata sulle recensioni e il rispetto di specifici standard di qualità. 

Inoltre, gli e-commerce che espongono il Sigillo di Qualità Trusted Shops offrono ai propri clienti la Protezione Acquirenti gratuita, che tutela ogni ordine fino a 2.500€ garantendo un'esperienza di acquisto sicura e contribuendo anche ad aumentare il valore medio del carrello.

🚀Scopri tutti i casi di successo di Trusted Shops. 

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“L'Europa ha bisogno di una comunità in cui gli acquirenti possano sentirsi protetti e supportati. Una comunità in cui l'autenticità sia verificata." 
Jean-Marc Noël, CEO Trusted Shops

Durante il livestreaming Nxt25, Trusted Shops ha presentato la sua ultima innovazione: #trstd login

Si tratta di un sistema di login di nuova generazione, supportato dall'intelligenza artificiale,che dimostra l'autenticità degli e-commerce attraverso segnali di fiducia solidi e verificati, offrendo al tempo stesso maggiore visibilità su ChatGPT e altri sistemi di risposta di intelligenza artificiale.

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3. Personalizzazione guidata dall'intelligenza artificiale

Nel 2026, sempre più e-commerce utilizzeranno l'intelligenza artificiale per personalizzare l'esperienza di acquisto, migliorando i tassi di conversione, aumentando la fidelizzazione e riducendo i resi.

Sfida: farlo senza invadere la privacy degli utenti. I brand dovranno combinare personalizzazione, trasparenza ed etica nell'utilizzo dei dati, assicurandosi che il fattore umano resti sempre centrale nell'esperienza di acquisto.

Esistono diverse modalità per personalizzare l'esperienza di acquisto grazie all'IA, tra cui: 

  • investire in motori di raccomandazione e mostrare prodotti o contenuti dinamici in base agli interessi dell'utente, attraverso strategie iper-segmentate;
  • integrare sistemi di ricerca vocale e visiva basati sull'intelligenza artificiale; 
  • introdurre chatbot conversazionali e automatizzare la gestione del servizio clienti;
  • e molto altro.

Di seguito, due esempi di aziende che già hanno utilizzato l'IA per offrire un'esperienza di acquisto il più personalizzata possibile.

PcComponentes: ha integrato motori di raccomandazione e chatbot basati su IA che accompagnano il cliente durante il percorso di acquisto.

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Fonte: PcComponentes

Amazon: ha lanciato Lens Live, una nuova funzionalità basata sull'IA che consente agli utenti di scoprire confrontare e acquistare prodotti in tempo reale, semplicemente inquadrando oggetti del mondo fisico con la fotocamera dello smartphone.

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Fonte: Amazon news

💡Immagini di poter personalizzare le risposte alle recensioni con un solo clic?
Lo Smart Review Assistant di Trusted Shops è pensato proprio per questo: uno strumento d'intelligenza artificiale che genera risposte personalizzate alle recensioni, aiutandoti a risparmiare tempo e risorse.   

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4. Social Commerce & User Generated Content (UGC) 

Acquistare direttamente da Instagram, TikTok o YouTube diventerà sempre più comune, tanto quanto comprare da un sito web. Gli utenti cercano ispirazione ed intrattenimento, non solo un catalogo di prodotti. Per questo crescono il social commerce e i contenuti generati dagli utenti (UGC), dove creator e influencer diventano vetrine autentiche, spesso più efficaci della pubblicità tradizionale.

Secondo il report Accenture "Why Shopping’s Set for a Social Revolution", il social commerce rappresenterà il 17% della spesa totale in e-commerce entro il 2025.

Sfida: i brand dovranno integrare i cataloghi direttamente sui social network, semplificare il processo di acquisto all'interno delle piattaforme e degli annunci, collaborare con creator in grado di generare fiducia autentica e progettare esperienze di acquisto più visive, coinvolgenti e orientate alla community.

Brand come UNIQA Pea Cosmetics, cliente di Trusted Shops, investono già in contenuti generati da creator e influencer sui social media per rendere l'esperienza di acquisto più autentica e coinvolgente. Attraverso video dimostrativi, tutorial e recensioni condivise direttamente dai creator, il brand porta il prodotto all'interno della quotidianità reale degli utenti, riducendo la distanza tra ispirazione e acquisto.

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Fonte: UNIQA Pea Cosmetics

💡Consiglio a budget zero: inizia condividendo sui social le migliori recensioni dei tuoi clienti per promuovere prodotti e servizi e aumentare le conversioni.

Il Social Media Creator di Trusted Shops può aiutarti: questo strumento gratuito trasforma automaticamente le recensioni dei clienti in contenuti social coinvolgenti, pensati per generare clic e fiducia.

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5. Sostenibilità e nuove normative europee 

Nel 2026 entreranno in vigore nuove normative europee in materia di imballaggi, tracciabilità dei prodotti ed economia circolare. Tra queste, l'introduzione dei Digital Product Passport (DPP), che permetteranno ai consumatori di conoscere l'intero ciclo di vita di un prodotto: dall'origine delle materie prime ai materiali utilizzati, dall'impatto ambientale fino alle opzioni di fine vita. Queste informazioni saranno accessibili tramite codici QR o etichette elettroniche, direttamente sul prodotto o sul packaging. 

Obiettivo: rendere i prodotti immessi sul mercato dell'Unione Europea più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili, aiutando i consumatori a prendere decisioni di acquisto più consapevoli grazie a una maggiore trasparenza sulle caratteristiche e sulla storia dei prodotti.

Secondo un report di DHL, per il 55% dei consumatori le iniziative di sostenibilità adottate dalle aziende diventeranno sempre più importanti nei prossimi anni e influenzano già oggi le decisioni di acquisto.

Sfida per gli e-commerce: 
  • investire in sistemi di tracciabilità, reporting dell'impatto e certificazioni;
  • comunicare in modo chiaro i valori di sostenibilità del brand e i benefici concreti per il cliente;
  • integrare, nei settori più adatti, modelli di rivendita, riuso o up-cycling.

Sempre più brand stanno aderendo a questo approccio sostenibile, puntando sulla trasparenza come leva di fiducia e differenziazione.

Un esempio è Damiano, brand specializzato in frutta secca e prodotti biologici, che comunica in modo trasparente il proprio impegno verso la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni lungo le diverse fasi della produzione. Attraverso contenuti informativi e materiali divulgativi, l'azienda spiega come il controllo dei processi produttivi e l'adozione di tecnologie e pratiche sostenibili contribuiscano a ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale. 
👉 Scopri di più sulla storia e i risultati di Damiano

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Conclusione: integrare sostenibilità e trasparenza non è più solo un "nice to have", ma un vero fattore di differenziazione. Scarica ora la nostra checklist gratuita e scopri come implementare strategie più sostenibili nel tuo e-commerce. 👇

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In sintesi

Nel 2026, l'e-commerce sarà guidato da un'integrazione sempre più intelligente tra tecnologia, fiducia e sostenibilità. L'intelligenza artificiale, con ChatGPT e strumenti simili come primo punto di contatto, trasformerà il modo in cui gli utenti scoprono e acquistano prodotti, ma il suo vero valore emergerà nella capacità di offrire esperienze utili, personalizzate e trasparenti.

In questo scenario, la fiducia diventa il principale fattore di differenziazione, alimentata da una gestione responsabile dei dati, da contenuti autentici generati dagli utenti e dal rispetto di una normativa europea sempre più rigorosa. Allo stesso tempo, il social commerce riduce la distanza tra ispirazione e acquisto, spingendo i brand a partecipare a conversazioni reali, e non solo a diffondere messaggi.

La sostenibilità, ormai lontana dall'essere un'opzione, sarà un requisito essenziale per competere. I brand che riusciranno a collegare queste tendenze all'interno di una strategia coerente saranno i meglio posizionati per costruire relazioni durature nell'e-commerce del futuro.

15/01/2026
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